Ricerca teatrale · Riflessioni sul teatro · Rivista di teatro

Riflessioni: il senso dei laboratori teatrali

I bambini oggi non sanno più come si fa a salire sugli alberi. Non riescono, hanno paura, non sanno dove tenersi e non ne comprendono molto nemmeno il bisogno. Usano uno smartphone perfettamente, ma non riescono a stare in equilibrio sopra un muretto, ammesso che ce la facciano ad arrampicarvicisi. Quando arrivano alla pubertà hanno… Continue reading Riflessioni: il senso dei laboratori teatrali

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Vachtangov – Come si saluta il pubblico e la “regola del cento”

Nella sala si trova il pubblico. Vi ringrazia, saluta. E voi, voi vi affrettate a tornare a casa. Non volete congedarvi da lui – si irritò Vachtàngov – non lo sapete dunque? Finché l’ultimo spettatore non si è rimesso il cappotto e non è uscito in via Arbat è vostro ospite! Lo capite? E’ vostro… Continue reading Vachtangov – Come si saluta il pubblico e la “regola del cento”

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Solletico, uno studio sulle intenzioni dell’attore

Il solletico è una reazione involontaria psico-fisiologica presente negli esseri umani e in molti animali. Uno studio del 1897¹ lo divide in due tipologie: knismesi e gargalesi. La kismesi viene provocata da uno sfioramento molto sottile della pelle e provoca a sua volta una sensazione leggera accompagnata da senso di piacere e a volte prurito.… Continue reading Solletico, uno studio sulle intenzioni dell’attore

Ricerca teatrale · Rivista di teatro · Scuola sperimentale di Teatro · Zahr Teatër

Zahr Teatër si interroga: parte quinta di cinque

41. Perché il teatro non è un’arte democratica? Perché la collettività, l’essere umano, non è abbastanza evoluto da potersi autogestire in una situazione di gruppo, per di più artistica, dove ciascuno può esprimere un punto di vista e idealmente possono essere tutti giusti. Serve quindi una persona che abbia l’ultima parola, che possa decidere, in… Continue reading Zahr Teatër si interroga: parte quinta di cinque

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Zahr Teatër si interroga: parte quarta di cinque

31. Cosa spinge l’attore a cercare un contatto col pubblico e intraprendere una strada segnata da sacrifici e fatica senza una ricompensa nell’immediato e nel dubbio che tale ricompensa non giunga mai? Non si recita per guadagnarsi il pane, diceva Vittorio Gassman. Chi fa l’attore oggi in Italia sperando di arricchirsi è un illuso; il… Continue reading Zahr Teatër si interroga: parte quarta di cinque

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Zahr Teatër si interroga: parte terza di cinque

21. Come può l’attore commuovere il pubblico? L’attore può avere una speranza di commuovere il pubblico imponendosi semplicemente di non commuoverlo. Il pubblico non ama le costrizioni, non ama che gli si dica “ecco, qui adesso devi piangere, e se non piangi non hai capito niente”; l’attore deve solamente attenersi a eseguire al meglio il… Continue reading Zahr Teatër si interroga: parte terza di cinque

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Zahr Teatër si interroga: parte seconda di cinque

  11. Cosa significa interpretazione del testo? Il significato etimologico di interpretare è quello di negoziare, tradurre, fare da intermediario tra due. Questi due sono da un lato il drammaturgo che ha scritto il testo, e dall’altro il pubblico che lo ascolta. L’attore quindi si mette in mezzo e tramite (appunto) le sue abilità fisiche… Continue reading Zahr Teatër si interroga: parte seconda di cinque

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Zahr Teatër si interroga: parte prima di cinque

Francesca Tarantino intervista Mateo Çili Questa è la prima parte di una serie di domande che Francesca Tarantino, attrice di Zahr Teatër, rivolge a Mateo Çili, regista e pedagogo della Scuola Sperimentale di Teatro.   1. Cosa differenzia Zahr Teatër da altre realtà di Accademie private a Milano? Zahr Teatër è una scuola professionale: vuole… Continue reading Zahr Teatër si interroga: parte prima di cinque

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La differenza tra gesto e azione

La differenza tra gesto è azione nel nostro teatro è intesa nel seguente modo: Un gesto è il risultato scenico di un’azione, ossia ha a che fare con la comprensione e l’interpretazione dell’osservatore che guarda. Un’azione invece è un’intenzione dell’attore che agisce nella scena e compie qualcosa di preciso. Gesto e azione possono quindi coincidere… Continue reading La differenza tra gesto e azione

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Appunti sulla recitazione: l’attore che illustra e l’educazione del pubblico

La prima cosa, la più istintiva che l’attore fa quando si cimenta su un testo o su un’improvvisazione è quella di suggerire l’emozione, invece di viverla nel corpo, poiché suggerirla gli comporta molta meno fatica. Facendo questo, ricorre a dei cliché preconfezionati di sentimenti, che all’occorrenza rappresentano e illustrano “in generale” la rabbia, la tristezza,… Continue reading Appunti sulla recitazione: l’attore che illustra e l’educazione del pubblico