Zahr Teatër si interroga: parte quinta di cinque

41. Perché il teatro non è un’arte democratica? Perché la collettività, l’essere umano, non è abbastanza evoluto da potersi autogestire in una situazione di gruppo, per di più artistica, dove ciascuno può esprimere un punto di vista e idealmente possono essere tutti giusti. Serve quindi una persona che abbia l’ultima

Zahr Teatër si interroga: parte quarta di cinque

31. Cosa spinge l’attore a cercare un contatto col pubblico e intraprendere una strada segnata da sacrifici e fatica senza una ricompensa nell’immediato e nel dubbio che tale ricompensa non giunga mai? Non si recita per guadagnarsi il pane, diceva Vittorio Gassman. Chi fa l’attore oggi in Italia sperando di

Zahr Teatër si interroga: parte terza di cinque

21. Come può l’attore commuovere il pubblico? L’attore può avere una speranza di commuovere il pubblico imponendosi semplicemente di non commuoverlo. Il pubblico non ama le costrizioni, non ama che gli si dica “ecco, qui adesso devi piangere, e se non piangi non hai capito niente”; l’attore deve solamente attenersi

Zahr Teatër si interroga: parte seconda di cinque

  11. Cosa significa interpretazione del testo? Il significato etimologico di interpretare è quello di negoziare, tradurre, fare da intermediario tra due. Questi due sono da un lato il drammaturgo che ha scritto il testo, e dall’altro il pubblico che lo ascolta. L’attore quindi si mette in mezzo e tramite

Zahr Teatër si interroga: parte prima di cinque

Francesca Tarantino intervista Mateo Çili Questa è la prima parte di una serie di domande che Francesca Tarantino, attrice di Zahr Teatër, rivolge a Mateo Çili, regista e pedagogo della Scuola Sperimentale di Teatro.   1. Cosa differenzia Zahr Teatër da altre realtà di Accademie private a Milano? Zahr Teatër